Linee guida per la diagnosi ed il trattamento delle infezioni
HPV
dei genitali femminili
E.R. Weissenbacher, A. Schneider, L. Gissmann, G. Gross, P. Hillemanns,
M. Link, U. Petry, P. Schneede, V. Schneider e H. Spitzbart
Arbeitsgemeinschaft für Infektionen und Infektionsimmunologie in
der Gynäkologie und Geburtshilfe der Deutschen Gesellschaft für
Gynäkologie und Geburtshilfe (AGII del DGGG) [Gruppo di studio
sulle infezioni e sull'immunologia infettiva in Ostetrica e Ginecologia
della Società tedesca di Ostetricia e Ginecologia]
European Society for Infectious Diseases in Obstetrics and Gynaecology
(ESIDOG)
Società Europea per le Malattie Infettive in Ostetricia e Ginecologia
(ESIDOG)
International Infectious Disease Society in Obstetrics and Gynaecology
- Europe
(I-IDSOG-Europe)
Società Internazionale delle Malattie Infettive in Ostetricia
e Ginecologia - Europa (I-IDSOG-Europe)
Sono state prese in considerzione le linee guida delle seguenti società/istituzioni:
- Deutsche STD-Gesellschaft (DSTDG) [Società tedesca delle STD]
- Deutsche Gesellschaft für Urologie (DGU) [Società tedesca
di urologia]
- AG-CPC del DGGG
Data di validità proposta: Marzo 1, 2003
Decorso delle infezioni
L'incidenza delle infezioni HPV rilevabili raggiunge il suo massimo
in un'età compresa fra 20 e 25 anni. L'incidenza cumulativa determinata
dai test HPV DNA in giovani donne che sono state tenute sotto osservazione
per un periodo di diversi anni dopo il loro primo rapporto sessuale, arriva
fino al 50% in base al loro comportamento sessuale. Delle donne HR HPV
positive, il 5-10% sviluppa dei risultati citologici non comuni. La prevalenza
di infezioni HPV rilevabili diminuisce con l'aumentare dell'età.
L'HPV non è più rilevabile con tecniche di biologia molecolare
nell'80% delle pazienti infette da HPV dopo un periodo di circa 12 mesi.
La persistenza o la progressione viene osservata solo nel 20% dei casi.
In presenza di forme persistenti di infezione HPV nelle basse vie genitali
per un periodo di diversi anni, si può sviluppare una fase precancerosa
(displasia, neoplasia intraepiteliale). Nonostante ciò, dopo un
intervallo in media di circa 15 anni, meno dell'1% delle infezioni HR HPV
porta a cancro. Poiché solo poche delle pazienti infette sviluppa
cancro all'utero, anche altri cofattori oltre all'HPV rivestono importanza.
Oltre
all'immunosoppressione, all'infezione da HIV, al fumo e all'infezione da
chlamydia, sembrano rivestire una importanza considerevole quei fattori
genetici che non permettono al sistema immunitario di sopprimere o di eliminare
l'infezione HPV.
Vi sono prove indirette che un'infezione HPV genitale può durare
tutta la vita e che un'infezione latente viene riattivata in condizioni
di debolezza immunitaria (ad es.: in un'infezione HIV). (12).
Quadro clinico
In ambito ostetrico e ginecologico vengono riferiti i seguenti quadri
clinici:
- Nella zona vulvare, vaginale e cervico-vaginale e a livello extragenitale
nella zona anale viene riscontrata la presenza di condilomi acuminati;
l'uretra ne è colpita (1-3%) solo raramente.
- Condizioni precancerose della cervice uterina (displasia, CIN I-III)
fino a cancro cervicale.
- Neoplasia intraepiteliale vulvare (VIN, papulosi bowenoide, sindrome
di Bowen) fino a carcinoma vulvare e carcinoma verrucoso (Buschke-Löwenstein)
- Neoplasie perianali (PAIN) e neoplasie intraepiteliali anali (AIN)
fino a carcinoma invasivo
- Papilloma laringeo nei neonati e bambini.
Condilomi acuminati (CA)
A causa del frequentemente lungo periodo di incubazione (da 3 settimane
a 8 mesi) è generalmente impossibile determinare il tempo esatto
dell'infezione. Circa nell'1% delle donne vengono riportati dei condilomi
visibili a livello macroscopico.
I condilomi acuminati sono diagnosticati per esame visivo (vulva, vagina
e cervice) e per palpazione (retto, ano). E' sempre necessario un esame
con specula per escludere la presenza di condilomi vaginali o cervicali.
In presenza di CA intranale e rettale è indicata una proctoscopia.
Le aree sospette possono essere imbiancate passandovi dell'acido acetico
(3-5%). Sifilide e infezioni HIV vanno accertate sierologicamente. Si raccomanda
l'esame del partner sessuale. Nel caso di reperti perianali, la presenza
di condilomi piani va esclusa con esame, se necessario istologico, nella
sifilide (stadio II), papulosi Bowenoide, sindrome di Bowen e in presenza
di polipi fibrosi anali; nel caso di reperti intranali, questo vale anche
per le papille anali e polipi rettali.
I condilomi acuminati in gravidanza sono associati in casi molto rari
con sviluppo tardivo di papillomi laringei nel bambino. Vi è un
certo rischio di trasmissione al neonato da parte di primipare al di sotto
dei 20 anni di età. Un'indicazione obbligatoria di taglio cesareo
primario esiste solo se il percorso utero-vaginale del nascituro è
bloccato da una presenza estensiva di condilomi. Il trattamento preferito
dei condilomi durante la gravidanza è per mezzo del TCA, vaporizzazione
laser e crioterapia. Il periodo ottimale non è conosciuto. Sembra
appropriato eseguire il trattamento al di fuori del periodo di una possibile
nascita prematura: una superinfezione delle superfici della ferita potrebbe
portare ad un'infezione ascendente con conseguente parto prematuro o rottura
del sacco amniotico.
Neoplasie intraepiteliali
Le neoplasie intraepiteliali della vulva (VIN) in genere appaiono leggermente
accresciute e multicentriche. Alterazioni di questo tipo nell'area della
vagina (VAIN) sono rare, ma possono anche essere facilmente non rilevate
(test dello iodio di Schiller).
Le neoplasie intraepiteliali nella parte vaginale della cervice possono
essere localizzate precisamente solo per esame colposcopico.
Documentazione:
Disegni, fotografie, video, presentazioni computerizzate
(inoltre fare riferimento alle linee guida dell' AG-CPC del DGGG)
Procedure diagnostiche
Citologia
L'esame citologico non rappresenta un metodo adatto alla rilevazione
dell'HPV. Coilociti e dicheratociti sono dei marcatori specifici solo in
presenza di un'infezione florida, mentre la maggior parte delle infezioni
HPV non possono essere identificate per mezzo di questa tecnica. L'accuratezza
dell'esame citologico nell' infezione HPV viene data oggi solo al 15%.
Colposcopia
Nativa, filtro verde, acido acetico, iodio
(fare riferimento inoltre alle linee guida AG-CPC del DGGG)
Individuazione dell'HPV in laboratorio
Le tecniche di rilevamento dell'HPV differiscono per quanto riguarda
la loro sensibilità. L'esperienza di laboratorio è di importanza
critica per il conseguimento di risultati affidabili (in particolare con
le tecniche PCR).
I metodi classici della diagnosi virale, quali ad esempio la microscopia
elettronica, colture cellulari e certi metodi immunologici non sono adatti
al rilevamento HPV. L'HPV non può essere coltivato in colture cellulari.
Il metodo stabilito per il rilevamento virale di routine è l'ibridizzazione
degli acidi nucleici:
- dosaggio su micropiastra per la cattura dell'ibrido (HC II)
- reazione della catena polimerasica = PCR
Il test di cattura dell'ibrido II approvato dalla FDA (Digene, USA)
rileva fino ad 1pg di HPV DNA/ml; la sua sensibilità e specificità
sono quasi comparabili a quelle del PCR. I vantaggi di questo metodo sono
rappresentati dalla relativamente facile manipolazione e buona riproducibilità
dei risultati, che rendono questo test il miglior metodo standardizzato
di rilevamento dell'HPV. L'identificazione dell'esatto tipo di HPV non
è possibile, ma possono essere rilevati solamente i gruppi del genotipo
HPV a "basso rischio" (6, 11, 42, 43, 44) e ad "alto rischio" (16, 18,
31, 33, 35, 39, 45, 51, 52, 56, 58, 59, 68).
Con il metodo PCR, per prima cosa si verifica l'amplificazione del DNA
virale. Una sensibilità superiore a quella della cattura dell'ibrido
può essere conseguita in laboratori adeguatamente specializzati.
Ciò nonostante, in alcuni casi, le differenze nei risultati fra
i vari laboratori sono considerevoli. Il rilevamento del DNA dell'HPV con
il metodo PCR in un laboratorio specializzato in questa tecnica è
la scelta ideale per molti studi scientifici.
Indicazioni per il test HPV
L'impiego clinico del test HPV è stato valutato per le seguenti
indicazioni:
1. Donne incluse in programmi di screening sul cancro, oltre a esame
citologico
2. Pazienti donne con risultati citologici non conclusivi per la loro
selezione e distribuzione al trattamento più appropriato (gruppi
Pap IIW e III)
3. Pazienti donne ad uno stadio precanceroso da lieve a moderato, per
poter dare indicazioni prognostiche di regressione, persistenza o sviluppo
(gruppi Pap IIID e IVa)
4. Pazienti donne dopo conizzazione per displasia.
Rif. 1. Il test HPV può essere impiegato potenzialmente per lo
screening primario sia in aggiunta che in alternativa ad uno striscio.
Il test HR HPV è più sensibile dell'esame citologico ma meno
specifico. Un risultato negativo con il test HR HPV indica che è
estremamente improbabile la presenza di una condizione precancerosa grave
o carcinoma. Il vantaggio del test HPV per lo screening deve tuttavia essere
ancora valutato impiegando un'analisi dei costi-benefici.
Rif. 2: La questione studiata più di frequente con il test HPV
è quella della scelta del trattamento più adatto per donne
con alterazioni minori (classe Pap IIW o IIK, ASCUS, AGUS, e CIN I). Anche
se la maggioranza delle donne con queste diagnosi citologiche presenta
reperti normali o lesioni con un elevato potenziale di regressione nella
valutazione istologica, nel 5-20% di tutte le donne con queste diagnosi
citologiche possono essere rilevati istologicamente (CIN I), CIN II o CIN
III. Il valore del test HPV nella scelta del trattamento da assegnare a
queste donne (classe Pap IIW o IIK) per la diagnosi di CIN II/III sembra
essere superiore alla scelta della ripetizione dell'esame citologico in
tutte le fasi precedenti. In questa indicazione, un effetto costi-benefici
positivo
deve essere dimostrato anche per il sistema sanitario tedesco.
Rif. 3: Fino al 70% delle displasie lievi o CIN I regredisce nell'arco
di un periodo di 5 anni. Un risultato negativo ricorrente dell' HR HPV
con il metodo PCR mostra che lo stadio precanceroso che ne risulta ha elevate
possibilità di regressione.
Rif. 4: In circa il 10-15% di tutte le donne sottoposte a rimozione
della CIN, viene osservata persistenza o ricorrenza della patologia. L'incidenza
del cancro cervicale invasivo in donne in cui CIN III è stato trattato
con conizzazione è di 1 per 1000 all'anno.Tutti gli studi condotti
fino ad ora concordano che nella CIN, persistente o ricorrente, il test
del DNA dell'HPV ad elevato rischio è superiore all'esame citologico.
Indicazioni per la colposcopia
Ogni donna con infezione da HPV accertata (ad es.: condiloma acuminato)
dovrebbe essere sottoposta a colposcopia indipendentemente dalla procedura
e ubicazione del test, uno striscio citologico positivo e/o diagnosi di
neoplasia intraepiteliale delle basse vie genitali.
L'esame colposcopico va eseguito da personale esperto con la rimozione
selettiva di tessuto, se necessario.
Indicazioni per ulteriori procedure diagnostiche
Il partner di una donna con verruche genitali dovrebbe essere sottoposto
a esame clinico e trattato adeguatamente in caso di presenza di verruche
o lesioni associate ad HPV (ad esempio, chiarificazione del dolore).
Si raccomanda inoltre l'esame del partner anche in presenza di CIN,
VIN, VHN, o PIN ricorrenti.
Ulteriori procedure diagnostiche sono altamente raccomandate per escludere
la presenza di altre infezioni trasmesse sessualmente.
(fare inoltre riferimento alle linee guida AGII del DGGG)
Trattamento
Linee guida attuali per VIN
VIN I e VIN II Distruzione superficiale (vaporizzazione laser ) sotto
controllo colposcopico e previa chiarificazione istologica
VIN III Escissione chirurgica in pazienti sani
VIN III Aree estese: vaporizzazione laser dopo esclusione istologica
di un evento invasivo, vulvectomia totale o parziale.
Linee guida attuali per CIN
1. Distruzione superficiale
Metodo: laser CO2, guidato colposcopicamente con micromanipolatore
Indicazioni: reperti benigni (ad es.: papilloma), CIN I o CIN II con
localizzazione ectocervicale, completamente visibili, previa biopsia, paziente
cooperativa
CIN II-III (HGSIL) eseguiti singolarmente da esperti solo con più
biopsie
2. Trattamento con resezione
Escissione cuneiforme ad ansa (escissione ad ansa, escissione ad ansa
ampia della zona di trasformazione, LLETZ)
Indicazioni: CIN II-III (HGSIL) persistente
Conizzazione (la conizzazione terapeutica è basata sull'esame
istologico del materiale bioptico)
Metodo: conizzazione ad ansa o a laser, bisturi
Indicazioni: CIN II (endocervicale), CIN III, adenocarcinoma in situ
CIN I e CIN II persistente con estensione endocervicale
(fare inoltre riferimento alle linee guida AG-CPC del DGGG)
Trattamento del partner
Un effetto positivo specifico sul rischio di infezione o di reinfezione
per mezzo dell'uso del profilattico non è stato dimostrato nelle
malattie associate a HPV. Fino a quando non sono escluse o guarite altre
STI, è raccomandato l'uso dei profilattici.
Procedure di trattamento raccomandate, basate su prove (per le verruche
anogenitali)
Gli stadi (da I a IV) basati su prove ed il valore delle raccomandazioni
(da A a C) corrispondono, a livello internazionale, alla assicurazione
di qualità nelle valutazioni della letteratura convenzionale (fare
riferimento anche a Appendice)
Autotrattamento su prescrizione medica
Podofillotossina crema
(crema allo 0,15%, soluzione allo 0,5%);
(Ib, A)
Imiquimod crema (crema allo 5% );
(Ib, A)
(Interferone beta gel (0,1 milioni UI/g) coadiuvante)
(11) |
Trattamento eseguito dal medico
Acido tricloroacetico
(11)
Crioterapia
(11)
Elettrochirurgia (Ib, A) / laser (IIb, B)
Escissione con forbici / curettage (11) |
Autotrattamento su prescrizione medica
Podofillotossina soluzione allo 0,5% , podofillotossina crema allo
0,15%
La soluzione di podofillotossina allo 0,5% viene applicata sulle verruche
genitali dal paziente usando un tamponcino di cotone e podofillotossina
crema allo 0,15% con le dita due volte al giorno per tre giorni alla
settimana. Poi segue una pausa di quattro giorni. Il trattamento può
essere eseguito fino ad un massimo di quattro cicli. La superficie massima
di verruche trattabile e di 10 cm2 e la dose giornaliera massima è
di 0,5 mL.
Podofillotossina crema allo 0,15% è stata approvata nel trattamento
delle verruche dei genitali esterni nell'uomo e nella donna. Podofillotossina
soluzione allo 0,5% è stata approvata solo per l'uomo.
Imiquimod, crema allo 5% (Aldara®)
Imiquimod è il primo immunostimolante "topico" sul mercato.
La terapia topica delle verruche genitali è di tre volte alla settimana
alla notte, fino ad un massimo di 16 settimane. Si raccomanda di lavare
con acqua l'area trattata 6 - 10 ore dopo. Quando negli studi la risposta
primaria al trattamento ha avuto successo, imiquimod ha presentato livelli
molto bassi di ricorrenza (16%) nel decorso successivo della malattia.
Terapia gel con interferone beta coadiuvante topico dopo rimozione
delle verruche anogenitali
La terapia topica dopo rimozione delle verruche anogenitali esterne
con elettrocauterizzazione o laser consiste di cinque applicazioni di interferone
beta (0,1 milioni UI/g di gel) al giorno per un periodo di quattro settimane.
L'estensione massima dell'area trattabile è £ 10 cm2.
L'autotrattamento con i farmaci indicati è generalmente raccomandato
nelle nuove lesioni con cheratosi limitata. L'insuccesso del trattamento
nel caso delle lesioni cheratotiche e a causa della insufficiente penetrazione
in profondità delle sostanze, fa prevedere una presenza più
frequente di recidive locali più. Pertanto le sostanze sono state
approvate per ora solo per i genitali esterni. Podofillotossina, imiquimod
ed interferone beta sono controindicati in gravidanza e non sono approvati
per le membrane mucose o nei pazienti con immunosoppressione.
Trattamenti eseguiti dal medico
Acido tricloroacetico (fino all' 85%)
L'applicazione di acido tricloroacetico porta a necrosi cellulare.
L'acido tricloroacetico viene applicato sulle verruche dal medico per mezzo
di un applicatore. Su piccoli condilomi acuminati non cheratotici in aree
di membrane mucose si ottengono ottimi risultati. Il trattamento è
ripetuto ad intervalli settimanali.
Svantaggi: brucia ed è doloroso
Vantaggi: guarigione senza formazione di cicatrici. L'uso è
sicuro in gravidanza. Viene usato solo in quantità molto piccole.
In caso di sovradosaggio è necessaria la neutralizzazione con bicarbonato
di sodio. L'epitelio circostante può essere ricoperto con un unguento
grasso se necessario.
Crioterapia
L'impiego di azoto liquido in una procedura aperta (spray o tampone
di cotone) o come crioterapia da contatto (procedura chiusa {criosonda
con CO2, N2O, N2). Il trattamento viene ripetuto settimanalmente o ogni
due settimane.
Vantaggi: bassi costi, procedura semplice, praticamente assenza di
complicazioni nel lungo periodo
Svantaggi: complicazioni locali iniziali, frequenti recidive (fino
al 75%)
Metodi chirurgici
La rimozione per escissione con forbici, cucchiaio affilato, curettage,
elettrocauterizzazione o laser CO2 / laser Nd-YAG . I metodi chirurgici
possono essere usati come trattamento primario. E' sempre necessaria anestesia
locale. Il trattamento con elettrocauterizzazione è indicato nelle
verruche a chiazze primarie, estensive e recidive.
Vantaggi: effetto del trattamento immediato
Svantaggi: formazione di fumo con la tecnica laser con CO2 ed elettrocauterizzazione.
Questo potrebbe comportare dei problemi di sicurezza a causa delle possibili
particelle infettive virali (rilevamento di DNA virale) nel fumo.
Si dovranno indossare maschere speciali e occhiali protettivi ed il fumo
andrà rimosso per suzione.
Trattamenti raccomandati per verruche genitali a localizzazione speciale
Canale anale
Crioterapia con azoto liquido, acido tricloroacetico (solo con condilomi
acuminati piccoli) o metodi chirurgici (laser CO2-/Nd-YAG o elettrocauterizzazione).
Vagina
Crioterapia (solo azoto liquido, la criosonda è controindicata),
acido tricloroacetico, o procedura chirurgica (laser CO2 o elettrocauterizzazione).
Cervice uterina
Laser CO2
(per quanto riguarda l' uretra fare riferimento alle linee guida
del DGU)
Vaccinazione
Sia il ruolo importante dei papillomavirus patogenici umani nell'eziologia
del cancro che la morbidità associata all'infezione in pazienti
donne, indicano che la ricerca di vaccini adatti dal punto di vista profilattico
e terapeutico è appropriata. Particelle di virus prive di DNA (VLP),
già testate in esperimenti animali, sono state sviluppate per l'immunoprofilassi.
Poiché le VLP hanno un'attività specifica elevata, in una
profilassi efficace si dovranno includere vari tipi di HPV. Nel trattamento
di lesioni esistenti potranno essere utilizzati vaccini che stimolano il
sistema immunitario per respingere le cellule HPV positive. Poiché
questa reazione è probabilmente anche tipo-specifica, è necessaria
una procedura diagnostica HPV nella lesione da trattare (per mezzo di un
metodo basato sul PCR). Al momento, esistono diversi vaccini in fase di
sviluppo preclinico o clinico. Tuttavia saranno necessari molti anni prima
che il primo vaccino HPV possa essere commercializzato.
Bibliografia:
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Frauenarzt 1995; 36: 704-707
12. Personal communication
Chr. Thaler
Appendice
Valutazione delle prove (fasi I-IV) e classificazione (A-C) delle raccomandazioni
di trattamento di rilevanza per le linee guida
Documenti di letteratura con una prova di grado A ed una fase di valutazione
della prova lb sono state usate per le linee guida, ad es.: prova basata
su studi controllati randomizzati. Meta-analisi controllate, studi randomizzati
(grado A, fase la) non erano disponibili. La valutazione della terapia
laser è stata possibile solo sulla base di studi di fase di prova
IIa (grado B), ad es.: studi scientifici disegnati con perizia senza randomizzazione.
Non sono stati praticamente considerati gli studi quasi-sperimentali disegnati
con perizia (llb, B9), studi descrittivi non sperimentali (studi comparativi,
studi di correlazione e anamnesi) (grado B, fase lll) ed opinioni di esperti
(grado C, fase IV).
Abbreviazioni
AG-CPC Arbeitsgemeinschaft Zervixpathologie und Zytologie der DGGG
[Gruppo di studio sulla patologia e citologia cervicale del DGGG]
AGII Arbeitsgemeinschaft Infektiologie und Infektionsimmunologie der
DGGG [Gruppo di studio sulle malattie infettive e l'immunologia infettiva
del DGGG]
AIN neoplasia intraepiteliale anale
ASCUS Cellule squamose atipiche di importanza non determinata
CIN Neoplasia intraepiteliale cervicale
DGGG Deutsche Gesellschaft für Gynäkologie und Geburtshilfe
[Società tedesca di ostetricia e ginecologia]
DNA Acido desossiribonucleico
HC II Cattura dell'ibrido II
HPV Papillomavirus umano
HR HPV HPV ad alto rischio
HSIL Lesione intraepiteliale squamosa di grado elevato
LLETZ Escissione ad ansa larga della zona di trasformazione
LR HPV HPV a basso rischio
LSIL Lesione intraepiteliale squamosa di grado basso
PCR Reazione della catena polimerasica
PIN Neoplasia intraepiteliale del pene
TCA Acido tricloroacetico
VAIN Neoplasia intraepiteliale vaginale
VIN Neoplasia intraepiteliale vaginale
VLP Particelle virus simili